Mostra “Vita nell’arte”

Nausicaa GalliNews

È stata inaugurata sabato 25 maggio la mostra “Vita nell’arte” ospitata presso la Residenza Mario Falcone a Bra, che resterà aperta al pubblico con accesso libero e gratuito dal lunedì a sabato tra le ore 9 e 13 e tra le ore 14 e 18 fino a fine agosto.

Le opere esposte sono il frutto di un laboratorio artistico realizzato in Residenza grazie agli artisti Francesca Semeraro, Francesco Gotta e Pino Berrino accompagnati dalla psicologa Elisa Caffa. L’esperienza vissuta dagli ospiti coinvolti ha consentito di liberare creatività ed emozioni grazie al potere dell’arte.

Oltre alle opere degli anziani residenti sono presenti anche le opere dei giovanissimi allievi e delle loro maestre della Scuola elementare Mafalda di Savoia di Pollenzo, che hanno svolto un laboratorio artistico analogo.

Grazie alla disponibilità d’animo le mani dei nostri anziani si sono intrecciati con le loro creando un ponte di conoscenza e ispirazione, una testimonianza tangibile della sinergia intergenerazionale che arricchisce.

Tutti insieme abbiamo voluto attivare la creatività degli anziani e dei ragazzi trasformando l’oggetto d’arte in un luogo di dialogo, confronto e, appunto, di relazione in cui assume centralità il processo, la scoperta dell’altro, l’incontro.

Ogni opera, sia complessa che semplice, è un’esplosione di ingegno e creatività umana. Ogni ricordo ed ogni racconto è un tesoro prezioso, un frammento di vita che si sceglie di custodire e tramandare attraverso le generazioni.

La reminiscenza è un potente strumento terapeutico, permettendo agli anziani di condividere le loro esperienze e conoscenze con le nuove generazioni, trasmettendo non solo fatti storici, ma anche valori, tradizioni e saggezza accumulata nel corso degli anni.

Questa iniziativa rientra nella serie di eventi ed incontri con la quale la Residenza “Mario Francone” apre le sue porte alla comunità di cui si sente parte integrante, le stesse porte che la direzione della Residenza invita i cittadini a varcare alla scoperta di una dimensione che concilia centralità della persona con uno scenario più ampio della comunità e dell’umano nella quale sta la chiave per comprendere la qualità e il senso di un nuovo welfare umanizzato e comunitario.

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